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OMISSIS

2022

testo e regia Alessandro Paschitto
con Anna Gualdo, Raimonda Maraviglia,  Francesco Roccasecca, Giuseppe Sartori
e con Luca Romano de Magistris

​

produzione Teatro di Napoli – Teatro Nazionale. 

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scene Luigi Ferrigno
disegno luci Carmine Pierri
disegno sonoro Tommy Grieco
direttore di scena Nicola Grimaudo
assistente scene Rosita Vallefuoco


sarta Roberta Mattera
foto di scena Ivan Nocera

 

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Premio
Leo de Berardinis
2022

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Premio Nuove Sensibilità 2.0
2022

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2° Premio a InediTO - Colline di Torino
2022

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Finalista Premio Hystrio Scritture di scena 2020

Motivazione della giuria

Premio Nuove Sensibilità 2.0

Omissis è un'intelligente e cinica narrazione del vacuo. Attraversando un filone post-drammatico l’autore, con uno stile pungente e a tratti provocatorio, racconta la difficoltà del dire (...) e riesce con acuta ironia ad omettere il tema stesso della drammaturgia. (...) un testo che nella sua stessa natura abbatte le barriere dell’aristotelico, fa a brandelli i personaggi e inscena la scelta del tema senza mai permettersi di affrontarlo, divagando in distrazioni futili come spesso la vita riesce a fare (...) Omissis parla dell’oggi, di questo tempo così difficile da narrare di cui è possibile dire soltanto omettendo (...)

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Giulio Baffi

La Repubblica

«Come non rimanere affascinati da una drammaturgia di virtuoso equilibrio affidata a ginnasti della parola»

Fabrizio Coscia

Il Mattino

«Paschitto sostituisce l'esistenzialismo con uno strutturalismo funambolico ai limiti del gioco virtuosistico»

SINOSSI

Cosa in questo momento è assolutamente necessario dire? Cosasuccede se si prova a dirlo veramente? A furia di parlare, tutto si fameno chiaro. Tutto più indeterminato. A un certo punto non è piùrilevante il dove né il quando, il cosa né il perché. Non conta nemmeno ilchi. Ogni cornice situazionale viene disattesa. La domanda si rigenera ela risposta è un parto mostruoso che si rinnova continuamente. Illinguaggio, un mare in cui si annega, un demone che ci possiede senzapreavviso. Una cosa innominata che ci trapassa crivellandoci, cheriappare sempre trasformata in forme nuove. Eppure così vicina a unsenso, a una soluzione, una salvezza che sempre ci sfugge.Continuiamo a parlare. Alienati in balia delle parole, un attimo prima diperderci, ci ritroviamo

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